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Ambienti di apprendimento e metodo di studio L'apprendimento è inoltre influenzato dall'ambiente, ossia dalla situazione e dal tipo di pedagogia messa in atto dal docente. Il comportamentismo di Bloom e Skinner mette l'accento sull'organizzazione didattica. Il cognitivismo di Bruner e Ausubel, incentrato sullo studente, predispone situazioni stimolanti e di problem solving. Il costruttivismo valorizza la collaborazione tra docenti e studenti e l'assegnazione di compiti vicini alla vita reale.  
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Metacognizione, autoefficacia e autovalutazione L'apprendimento, infine, è influenzato dalla consapevolezza che abbiamo dei nostri processi cognitivi e dei loro effetti. Si parla allora di metacognizione per indicare la conoscenza di come pensiamo e ricordiamo; di autovalutazione per indicare la valutazione delle proprie prestazioni. Da queste dipende l'autoefficacia, ossia la fiducia nelle npstre capacità.  
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Il ruolo delle emozioni Alla componente cognitiva nel processo di apprendimento si affiancano la valutazione e attribuzione di significati e le emozioni in un rapporto definito da Bandura "determinismo reciproco". Il ruolo delle emozioni può essere sia negativo che positivo: un'ansia eccessiva è infatti causa di una sorta di paralisi dei processi cognitivi e della memoria.  

Studiare: come e perchè

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Gli stili cognitivi e di apprendimento L'apprendimento è influenzato dallo stile cognitivo, che varia da persona a persona, ma può essere ricondotto a generali tipologie contrapposte: preferenza globale/analitica, percezione dipendente/indipendente dal campo, preferenza verbale/visuale/cinestetica, stile convergente/divergente.    

Studiare: come e perchè

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Imparare a imparare  Nella nostra società è fondamentale imparare a imparare, ossia sviluppare un metodo di apprendimento che ci garantisca di poter imparare costantemente in modo da aggiornare le nostre conoscenze. Imparare a imparare è una competenza articolata in sapere, saper fare e saper essere, che richiede abilità cognitive e abilità metacognitive. Di conseguenza anche l'insegnante deve essere in grado di insegnare questa nuova competenza.  

Studiare come e perchè

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Le motivazioni e gli altri fattori dell'apprendimento Conoscere i fattori che entrano in gioco nel processo di apprendimento è un aiuto fondamentale sia per chi insegna sia per chi impara: quest'ultimo, infatti, deve essere in grado di valutare il proprio apprendimento per poter migliorare.
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Dare un significato alla vita scolastica In ambito scolasticolo stile attributivo influisce sul rendimento scolastico: chi ha fiducia nei propri mezzi è destinato ad avere un rendimento scolastico migliore. Non è da trascurare il giudizio dei docenti: si tratta della cosidetta "profezia che si autorealizza" e dell'"effetto Pigmalione", due fenomeni nei quali il giudizio dei docenti, le loro aspettative e convinzioni modificano le prestazioni degli allievi.  

Motivazione e studio

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Motivazioni estrinseche e intrinseche  Le motivazioni sono distinte in intrinseche, quando sono radicate negli interessi del soggetto, ed estrinseche, quando coincidono con premi, regali, apprezzamento da parte di amici e genitori. In ambito scolastico sono soprattutto le motivazioni intrinseche a garantire un successo prolungato. Oltre alle motivazioni un ruolo determinante è svolto dallo stato d'animo: la fiducia o la paura possono indurre il successo o l'insuccesso.  

Motivazione e studio

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Dare un significato a ciò che accade     Il nostro comportamento è influenzato anche dal modo in cui spieghiamo ciò che accade. Si parla di attribuzione interna o locus of control interno quando il soggetto attribuisce a se stesso la responsabilità o il merito di quanto avviene. Si parla invece di attribuzione esterna o locus of control esterno quando il soggetto attribuisce a fattori esterne le ragioni del successo dell'insucesso. Lo studiuoso Bernard Weiner sostiene che, in base al diverso tipo di attribuzione, la reazione delle persone agli eventi cambia sensibilmente.  

Motivazione e studio

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La motivazione ad agire In psicologia si parla di motivazione per indicare le ragioni per le quali si compie un'azione. Il passaggio della motivazione all'azione tuttavia può essere particolarmente complicato. Per questo Kuhl ha distinto tra un orientamento motivazionale centrato sull'azione e un orientamento motivazionale centrato sulla situazione. I bisogni che spingono all'azione sono i più diversi, ma alcuni studiosi come Maslow ne hanno fornito una classificazione, mettendo in rilievo il peso dei bisogni non materiali.  

Le principali teorie educative

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http://www.centromoses.it/faq/cose-la-psicoterapia-sistemico-relazionale.html La teoria sistemica   Nell'approccio sistemico della scuola di Palo Alto, il cui maggior rappresentante è Paul Watzlawick, l'accento è posto sulle abilità relazionali dell'educatore, il quale deve tener conto del contesto e creare un equilibrio tra i singoli e la totalità, sapendo che ogni cambiamento comporta una trasformazione generale: deve perciò tenere sotto controllo l'ansia che si diffonde in occasione dei cambiamenti e individuare le persone-chiave con il cui contributo gestire la situazione. In quest'ottica la comunicazione è alla base della relazione educativa.  

Le principali teorie educative

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https://www.skuola.net/psicologia/psicologia-umanistica.html La teoria umanistica   La psicologia umanistica, della quale Carl Rogers è uno dei maggiori esponenti, intende il ruolo dell'educatore, nella reazione educativa, come quello di un facilitatore che insegna ad apprendere, cioè aiuta ad aquisire il metodo necessario per ogni futuro e autonomo apprendimento. In questo metodo non direttivo prevalgono tre atteggiamenti fondamentali: l'autenticità o congruenza, la considerazione positiva incondizionata, l'empatia. L'insegnante si pone quindi come collaboratore degli allievi, assumendo il loro punto di vista e astenendosi da giudizi negativi.

Le principali teorie educative

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La teoria psicoanalitica   La teoria psicoanalitica si interessa del vissuto interiore dell'allievo. Secondo questa teoria, la classe è un campo di incontro/scontro di forze inconsce: quelle degli allievi ma anche del docente. L'allievo opera un transfert nei confronti del docente, trasferendo su di luile pulsioni originariamente orinetate verso i genitori; il docente, nel confronto con gli allievi, è spinto ad analizzare la propria infanzia, il che gli può permettere da un lato di comprendere meglio il vissuto degli allievi e dall'altro di raggiungere o consolidare una maturità emotiva, che è alla base del valore educativo della propria azione.   

Le principali teorie educative

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https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/102002844 L'influenza degli altri   La relazione educativa è una forma di relazione sociale. Le relazioni sociali nascono dalla stabilizzazione delle interazioni sociali. Attraverso le interazioni e le relazioni si esercita l'influenza sociale, cioè la pressione psicologica con la quale la società contribuisce a definire la nostra identità e a renderci idonei alla comunità. La relazione educativa è il contesto scolastico nel quale si esercita tale influenza: la moderna pedagogia peròl non pensa solo a uniformare gli studenti in vista della loro realizzazione individuale. Perciò la relazione educativa deve essere soddisfacente per docente e studente.